Bilancio Sociale CAM 2023

Bilancio Sociale CAM 2023

Vi presentiamo la nuova edizione del Bilancio Sociale CAM, con un formato e una grafica rinnovati, per raccontare chi siamo, quello che abbiamo fatto nel 2023, con quali risorse economiche e umane. Il documento comprende anche il bilancio economico approvato dall’assemblea dei soci del 16 maggio 2024 e la relazione dell’organo di controllo.

Tra qualche giorno saranno disponibili presso la nostra sede anche le copie cartacee per chi le desiderasse: 48 pagine ricche di immagini, dati, testimonianze, informazioni.

Per consultarlo online o scaricare il pdf, clicca qui.

Qui trovi anche le edizioni 2019-2020-2021-2022.

 

In un contesto mondiale caratterizzato da un’economia estrattivista, da una crescente emergenza climatica, dall’aumento della povertà e delle diseguaglianze e tragicamente segnato dalla diffusione di conflitti armati, noi crediamo che l’impegno per la Cooperazione Internazionale sia uno dei principali e concreti strumenti per costruire un futuro che offra opportunità di una vita migliore per tutte le persone e un mondo dove i popoli possano convivere in pace.

Gianni Filippi

Presidente CAM

Bilancio Sociale CAM 2022

Bilancio Sociale CAM 2022

Siamo orgogliosi di presentare l’edizione 2022 del nostro Bilancio Sociale. Un documento completo che racconta il 2022 del CAM, i progetti, le persone coinvolte e riporta il bilancio economico approvato dall’assemblea dei soci del 7giugno 2022 e la relazione dell’organo di controllo.

Il 2022 è stato un anno particolarmente significativo per il CAM, perché abbiamo festeggiato i nostri 20 anni di attività. Siamo cresciuti molto, abbiamo acquisito competenze, ma soprattutto, abbiamo mantenuto viva la voglia di essere attivi nei nostri valori di cooperazione e di cambiamento sociale.

In questa edizione, troverete 64 pagine a colori che includono 11 schede progetto, testimonianze, dati, grafici e tantissime fotografie per illustrare il 2022, il nostro anno speciale.

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Qui trovi anche le edizioni 2019-2020-2021.

 

Vent’anni di lavoro ininterrotto in Mozambico e in Trentino permettono senz’altro di affermare che il CAM ha saputo sviluppare una serie di progetti in grado di migliorare in maniera sensibile e sostenibile la difficile situazione di vita di molte comunità Mozambicane, nonché di favorire la crescita di una cultura della solidarietà e della mondialità nel nostro Trentino.

Paolo Rosatti

Presidente CAM

A sostegno della filiera del latte: cinque anni del progetto a Beira

A sostegno della filiera del latte: cinque anni del progetto a Beira

Da quasi cinque anni nell’area periurbana di Beira, è attivo un ambizioso progetto di CEFA onlus a sostegno dei piccoli allevatori e della filiera del latte, intervenendo su un contesto con grandi fragilità ma anche elementi di opportunità. Il progetto, di cui CAM è partner, è stato impostato anche grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro trentino di volontari, alcuni dei quali hanno avuto l’opportunità di visitarlo in una missione sul campo a fine 2018.

A metà aprile il gruppo di lavoro ha incontrato il referente in Mozambico del progetto, Andrea Benedini, per un incontro di aggiornamento molto apprezzato anche in vista della fase conclusiva del progetto, entro fine 2022. Condividiamo ora un breve articolo che fa il punto sul progetto, recentemente pubblicato da CEFA.

«La produzione giornaliera di latte è passata da una media di 52L a 100L. In totale le cooperative hanno 5.800 litri di latte da lavorare ogni mese. Siamo pronti per realizzare un nuovo centro per la lavorazione del latte».

Con queste parole Luciano Centonze, responsabile progetti CEFA in Mozambico, inizia il racconto degli ultimi tre anni nella provincia di Sofala:

«Due cicloni e una tempesta tropicale hanno danneggiato le strutture delle cooperative, molto bestiame è deceduto, altri sono dispersi, i ricoveri degli animali abbattuti e così i recinti. I tetti delle cooperative scoperchiati e l’energia elettrica interrotta. Oltre alle minacce climatiche, la pandemia ha limitato lo svolgimento delle attività e causato importanti perdite economiche. Ciononostante le tre cooperative a Dondo, Ceramica e Nhangau, hanno continuato ad operare».

In Mozambico, il progetto ha l’obiettivo di aiutare i piccoli allevatori di vacche da latte, fornendo supporto per rafforzare la struttura organizzativa e operativa delle cooperative.

La produzione del latte è aumentata del 81% grazie all’assistenza tecnica nella gestione e cura degli animali, all’accesso alle colture foraggere, alla fornitura di attrezzature e allo sviluppo delle capacità degli allevatori.

«Un grande risultato legato alle visite regolari alle stalle, alla fornitura di semi di foraggio e alle attrezzature per la produzione di insilati sono stati gli elementi più significativi del progetto. Inoltre, si è puntato sullo sviluppo delle capacità delle cooperative, principalmente attraverso la formazione su misura per rafforzare la capacità organizzativa e operative. Si è anche puntato sulla creazione di comitati di commercializzazione per facilitare i collegamenti con il mercato. Si sono identificati degli operatori affidabili per gestire il centro di lavorazione dalla raccolta alla vendita del latte».

Oggi il progetto ha superato la fase di risposta all’emergenza causata dai cicloni e dal Covid, e siamo entrati in una fase cruciale per garantire la sostenibilità delle cooperative nel lungo termine.

 

Per ottenere questo risultato stiamo realizzando un Centro per la Lavorazione del latte che possa consentire alle cooperative di pastorizzare il latte e conservarlo; trasformare il latte in yogurt e conservarlo; commercializzare i prodotti sul mercato di Beira, capoluogo della Provincia.

Anche grazie all’Agenzia Italia per la Cooperazione allo SviluppoGranarolo, la fondazione Microsocial e tutti i sostenitori e le sostenitrici, questo intervento garantirà un reddito adeguato agli allevatori delle cooperative e darà la possibilità alle stesse di investire per migliorare le attrezzature di lavorazione. Inoltre includere la preparazione di yogurt garantirà un’ulteriore fonte di reddito per le donne formate e aumenterà l’accesso dei bambini ai micronutrienti essenziali del latte.

È una sfida grande quella che vogliamo portare a termine entro l’anno, ma gli allevatori hanno bisogno di questo intervento per vedere una prospettiva di tutti i sacrifici e gli investimenti che stanno facendo. E noi vogliamo essere al loro fianco anche questa volta.

Foto di Giovanni De Luca

 

Storie di agricoltura familiare… e un gioco!

Storie di agricoltura familiare… e un gioco!

Tre storie di agricoltori in Trentino, in Vietnam e in Mozambico che praticano l’agricoltura familiare: un modello di produzione alimentare sano e sostenibile per l’ambiente, il territorio e le persone che lo vivono.

Tre storie di agricoltori in Trentino, in Vietnam e in Mozambico che praticano l’agricoltura familiare: un modello di produzione alimentare sano e sostenibile per l’ambiente, il territorio e le persone che lo vivono.

Sul sito http://www.agricolturafamiliare.gtvonline.org/ puoi leggere le storie di Lucia, Dieu e Laura, raccolte nei 3 territori del progetto e splendidamente illustrate da Anna Formilan, conoscere che cos’è l’agricoltura familiare e fare un simpatico quiz per verificare se siete sulla buona strada, se siete consumatori eco-consapevoli e se contribuite al raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n.2 Sconfiggere la fame.

Cos’è l’Agricoltura Familiare?

L’agricoltura familiare contribuisce allo sviluppo sostenibile ed è la forma di agricoltura dominante nel settore della produzione alimentare in tutto il mondo. Definita dalla FAO come “un sistema gestito e realizzato da una famiglia per organizzare la produzione nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della pastorizia e dell’acquacoltura” racchiude in sé l’80% della produzione di cibo mondiale.

Molte famiglie di agricoltori, nei Paesi in via di sviluppo, sono povere e senza sicurezza alimentare; hanno ristretto accesso a mercato e servizi e le loro scelte e possibilità sono limitate. Nonostante ciò, coltivano e producono cibo per una parte sostanziale dell’intera popolazione mondiale. Per questo l’Agricoltura familiare può essere definita centrale per il raggiungimento dell’obiettivo 2 di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, Sconfiggere la fame. Il tema dell’agricoltura Familiare è infatti indissolubilmente legato alla Sicurezza Alimentare e alla Sostenibilità delle nostre scelte come consumatori, e noi come consumatori possiamo fare la differenza! Se supportiamo gli agricoltori familiari, facciamo la nostra parte per l’Agenda di Sviluppo Sostenibile.

Oggi è sempre maggiore il bisogno di agricoltura sostenibile, per poter allo stesso tempo produrre più cibo, creare lavoro e preservare le risorse naturali. Ed i piccoli agricoltori familiari, custodi di una conoscenza sapientemente adattata alle ecologie locali e alle capacità produttive della terra, sono il cuore della soluzione di questa sfida.

L’agricoltura familiare preserva infatti i prodotti alimentari tradizionali, contribuisce a un’alimentazione equilibrata e difende, a livello mondiale, l’agrobiodiversità e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

Il progetto è promosso da Gruppo Trentino Volontariato (GTV), in collaborazione con il CAM, l’Associazione Culturale “L’Ortazzo” e Slow Food Trentino.

Il Mozambico in visita alla FEM

Il Mozambico in visita alla FEM

Martedì 13 Novembre 2018 il CAM ha preso parte ad una visita speciale. Infatti, insieme a Mlal, abbiamo accompagnato un gruppo di dirigenti mozambicani in una giornata incentrata sull’educazione e sul mondo agrario: il Mozambico ha incontrato la Fondazione Edmund Mach a San Michele!

La delegazione era composta dal Direttore Generale della Direzione Nazionale di Educazione Tecnica, dalla Direttrice Provinciale di Maputo del Ministero di Scienze e Tecnologia, Educazione superiore e Tecnico Professionale e dai Direttori di due Istituti Agrari. Il gruppo si trova in Italia per approfondire il tema dell’istruzione agraria e tecnica, nonchè per visitare personalmente gli esempi virtuosi presenti nel nord del paese. Per questo la visita alla Fondazione è stata una tappa immancabile del viaggio.

Dopo essere stati accolti da Ivano Artuso, responsabile del Dipartimento di Supporo alla Didattica e all’Orientamento (oltre che volontario nell’ultima missione del CAM! leggi di più), la giornata è iniziata. Innanzi tutto abbiamo visitato l’Istituto: l’Aula Magna, la biblioteca, le classi, i laboratori in cui gli studenti mettono in pratica gli insegnamenti e le zone dedicate all’esposizione dei ricordi appartenenti al passato della scuola. In seguito abbiamo incontrato Silvia Silvestri, Responsabile dell’Unità Risorse Ambientali Energetiche e Zootecniche, anche lei membro dell’ultima missione del CAM (leggi di più), che ci ha parlato del suo lavoro all’interno della Fondazione. Infine la delegazione si è spostana nella zona storica, dove ha avuto l’occasione di visitare le cantine dell’Istituto, da sempre specializzato nella viticultura.

Dopo un pranzo tutti insieme, la delegazione è venuta a trovarci alla sede del Consorzio, dove abbiamo presentato il nostro lavoro un Mozambico.